Configurazione di una vita
Ho visto a teatro lo spettacolo "The women", trasposizione teatrale del film del '39, attualmente riproposto in versione modernizzata sempre al cinema.
Le riflessioni sul testo dello spettacolo possono essere molteplici. Nello stesso ci sono tutte le casistiche del tradimento e delle relative reazioni al tradimento. Il testo è molto bello, la messa in scena invece ha delle enormi carenze. I personaggi non sono ben definiti e caratterizzati, al punto che in alcuni momenti non si riesce a distinguerli. Le scene interessanti, le luci avrebbero dovuto avere un effetto diverso, ma la produzione resta una produzione con pochi soldi, quindi "chapeau".
Ma torniamo all'argomento: il tradimento.
Dove sta il limite entro cui il tradimento si può perdonare? Sì, perchè è inutile fare delle considerazioni sulla correttezza o meno dello stesso, sulla sua esistenza o su altro.
Se il tradimento c'è, se ci si accorge del tradimento da parte del partner, entro quali limiti possiamo perdonarlo?
E' una questione temporale? Se me ne accorgo subito, non si può perdonare, se è passato tanto tempo, si può?
E' una questione di premeditazione? Se è capitato una sera così per caso, si può perdonare, se invece è stato pensato, programmato e attuato, allora no?
E' una questione di continuazione? Se accade una volta e basta, pazienza, se invece è una relazione parallela, no?
E' una questione di numero? Fino a 3 tradimenti, si perdona, oltre si fa morire la relazione?
Ma in tutte queste considerazioni, quanto valgono le considerazioni del traditore? Quanto valgono le scuse, le motivazioni del traditore? E' lecito ritenere che la fiducia sia totalmente distrutta da un tradimento, oppure è corretto credere e fidarsi del partner? E' lecito sentirsi in colpa per aver spinto il partner, consciamente o inconsciamente, nelle braccia di qualcun altro?
Non lo so. Queste riflessioni mi spaventano.
Che errore esiste nell'associazionismo.?
Il mondo gay si lamenta delle divisioni che imperano nel movimento. Si lamenta che non riesce a portare in piazza più di quattro gatti. Ma alla fine è il mondo gay che è così, è la nostra politica che è così, è la nostra Italia che è così.
Cito un esempio.
Ieri si sono riuniti due gruppi. Entrambi composti da omosessuali. Entrambi attivi nel campo della rivendicazione dei diritti. I due gruppi adottano modalità differenti. Le motivazioni sottostanti sono diverse. Ma gli obiettivi sono comuni.
La serata si è svolta all'insegna dello scannamento. Motivazioni personali e motivazioni generali si sono sovrapposte. Una delle due fazioni non ha ascoltato l'altra, l'altra non si è piegata a nessun compromesso. Si è partiti dal punto uno della discussione e dallo stesso non ci si è più mossi. Il tutto è durato due ore!
Le motivazioni sono semplici all'interno della logica associazionistica esiste sempre una forma di protagonismo che mischiata alla logica della Prima Donna dà solo luogo ad un PAVIDISMO INTELLETTUALE (che belli tutti questi "ismi")
Dedico questo post al nulla delle cose che si fanno ...
Sì, perchè si può protestare contro il Vaticano, si può protestare contro la bocciatura del Proposition 8, contro la Binetti, contro l'arroganza delle case farmaceutiche mettendo fiocchetti rossi alle erme del Gianicolo, ma poi? Cosa ti resta in mano? L'aspetto ludico della domenica mattina al Gianicolo, oppure la zuppa di cavolo nero da Daniela o le chiacchiere con Marzia. Tutto questo va bene, diverte, ma poi ti scontri con la realtà. La realtà è inattiva, lascia passare inosservato tutto quanto e lo fa cadere nel dimenticatoio.
Eppure continuiamo a farlo!
Continuiamo a protestare, a gridare via internet, a cercare di attirare l'attenzione in città!
Forse è veramente meglio il nulla.
Sento il tuo fiato sul collo, mentre siamo a letto. Sento che mi abbracci e il tuo respiro solletica i miei capelli. La nuca si intirizzisce e le labbra si increspano in un sorriso lieto. Ti stai addormentando, me ne accorgo perchè sbuffi. E quando sbuffi le sensazioni si accentuano e il mio sorriso si fa più profondo e più calmo. Anche io, allora, posso addormentarmi.
Senti il mio fiato sul collo, che ti chiede delle risposte, che ti chiede delle conferme. E tu lo eviti, lo sfuggi e corri via. Mi dai le risposte coi gesti e me le neghi a parole. Me le dai con le parole, ma eviti i gesti che io mi aspetto. E' stanchezza? E' paura? E' incazzatura? Un misto di tutto ciò? Non lo so. Lo capirò, me lo spiegherai. Lo capiremo insieme.
Combe e Kay
Kay e Combe
la loro storia è una storia di emozioni
una partenza che è un arrivo
una fine che è un inizio
e tu sai quanto amo le emozioni!